Sono ufficialmente iniziate le attività di scavo, ricerca e conservazione del sito archeologico sommerso del Gran Carro di Bolsena, realizzate nell’ambito del programma triennale di finanziamenti del Ministero della Cultura dedicato alla tutela del patrimonio culturale.

Le operazioni segnano l’avvio della collaborazione operativa tra la Soprintendenza e il NIAS – Nucleo Interventi di Archeologia Subacquea dell’Istituto Centrale per il Restauro, guidato dalla dott.ssa Barbara Davidde. La sinergia nasce dal recente protocollo d’intesa sottoscritto tra i due istituti e rappresenta un importante modello di cooperazione tra le eccellenze tecnico-scientifiche del Ministero della Cultura.
Il progetto prevede interventi di conservazione in situ, attività di laboratorio e lo sviluppo di strategie condivise per la tutela e la valorizzazione di uno dei più significativi insediamenti della prima età del Ferro conservati in ambiente sommerso in Italia. Le prossime fasi dei lavori consentiranno di approfondire numerosi aspetti scientifici e metodologici, definendo procedure operative che contribuiranno ad arricchire le conoscenze e le pratiche di conservazione del patrimonio archeologico subacqueo.
Nel corso dell’avvio delle attività è stata inoltre accolta la visita del dott. Enrico Gallocchio, responsabile del Parco Archeologico Sommerso di Baia e referente del Ministero della Cultura per la Convenzione UNESCO del 2001 sulla protezione del patrimonio culturale subacqueo. L’incontro ha rappresentato un’importante occasione di confronto, favorendo l’apertura di nuove prospettive di collaborazione e lo scambio di esperienze e buone pratiche tra realtà impegnate nella tutela del patrimonio sommerso.
A testimoniare il valore scientifico dell’iniziativa è stata infine la presenza del dott. Roberto Petriaggi, figura di riferimento internazionale nel campo della conservazione archeologica subacquea, che ha preso parte alle attività anche in immersione. Il suo contributo e la sua esperienza rappresentano un importante punto di riferimento per lo sviluppo del progetto.
L’avvio di questo programma conferma l’impegno del Ministero della Cultura nella salvaguardia, nella ricerca e nella valorizzazione del patrimonio archeologico sommerso, attraverso una collaborazione sempre più stretta tra istituzioni, professionisti e centri di eccellenza, con l’obiettivo di garantire la tutela e la trasmissione di un patrimonio unico alle future generazioni.
